Sì, alcuni fisioterapisti utilizzano la tecarterapia NHC anche nella fase acuta post-infortunio, ma con parametri molto controllati e intensità basse. In questi casi l’obiettivo non è generare un forte effetto termico, ma stimolare microcircolazione e recupero tissutale senza aumentare troppo l’infiammazione. Molti lavorano in modalità atermica o con calore minimo, soprattutto nelle prime 48–72 ore dopo il trauma. Ovviamente serve esperienza nella gestione dei parametri e una buona valutazione clinica del paziente. Anch’io inizialmente avevo dubbi sul rischio di calore eccessivo, ma i sistemi più recenti permettono regolazioni abbastanza precise. Qui trovi il modello NHC: https://www.nhcelettromedicali.com/tecarterapia-macchinari/ Nel complesso, sembra una tecnologia abbastanza versatile anche nelle fasi iniziali del recupero.
Interessante il fatto che la tecarterapia possa essere usata anche nella fase acuta con modalità atermica. La possibilità di regolare bene i parametri rende il trattamento molto più versatile e sicuro.
Concordo, nelle prime fasi post-trauma il controllo dell’intensità è fondamentale. I dispositivi più recenti sembrano offrire regolazioni precise che aiutano a lavorare senza stressare ulteriormente i tessuti.