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Balarama
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Spedito - 29/09/2011 : 21:00:51
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BHAGAVAD GITA CAPITOLO 8 1 Raggiungere il Supremo Arjuna chiese: O mio Signore, o Persona Suprema, che cos'è il Brahman? Che cos'è il sé? Che cosa sono le attività interessate? Che cos'è questa manifestazione materiale? E chi sono gli esseri celesti? Ti prego, spiegamelo.
2 Chi è il Signore del sacrificio, o Madhusudana? Come vive nel corpo? E come potranno conoscerTi al momento della morte coloro che Ti servono con devozione?
3 Dio, la Persona Suprema, disse: L'essere vivente, indistruttibile e trascendentale, è chiamato Brahman, e la sua natura eterna è chiamata adhyatma, il sé. L'insieme delle azioni che determinano i corpi di cui l'essere si rivestirà è chiamato karma, ossia attività interessata.
4 O migliore tra gli esseri incarnati, la natura fisica che è in perenne mutamento, e definita adhibhuta [manifestazione materiale]. La forma universale del Signore, che include tutti gli esseri celesti, come il deva del sole e quello della luna, è definita adhidaiva e Io, il Signore Sovrano, che abito nel cuore di ogni essere come il deva del sole e quello della luna, è definita adhidaiva e Io, il Signore Sovrano, che abito nel cuore di ogni essere come Anima Suprema, sono definito adhiyajna [il Signore del sacrificio].
5 Chiunque, alla fine della vita, lasci il corpo ricordando Me soltanto, raggiunge la Mia natura. Non vi è alcun dubbio.
6 Qualunque condizione di esistenza si ricordi all'istante di lasciare il corpo, o figlio di Kunti, quella stessa condizione sarà senza dubbio raggiunta.
7 Perciò, Arjuna, pensa sempre a Me nella mia forma di Krishna, pur continuando nel tuo dovere di combattere. Dedicando a Me le tue azioni e fissando in Me la tua mente e la tua intelligenza, senza dubbio verrai a Me.
8 Colui che medita su di Me, la Persona Suprema, con la mente costantemente assorta nel ricordo di Me, senza mai deviare, è sicuro di raggiungerMi, o Partha.
9 Si deve meditare sulla Persona Suprema come sull'Essere onnisciente, il più antico, Colui che controlla e mantiene tutto, che è più piccolo del più piccolo, che è inconcepibile e rimane quindi al di là di ogni comprensione materiale, pur restando sempre una persona. Luminoso come i sole, Egli trascende questa natura materiale.
10 Colui che all'istante della morte fissa l'aria vitale tra le sopracciglia e in virtù dello yoga s'immerge nel ricordo del Signore Supremo con mente che non devia e con la più profonda devozione, tornerà certamente a Lui.
11 Le persone esperte nei Veda, che pronunciano l'omkara e sono grandi saggi situati nell'ordine di rinuncia, entrano nel Brahman. Desiderando tale perfezione, si deve praticare il celibato. Ti spiegherò ora in breve questa via che può portare alla salvezza.
12 Lo yoga consiste nel distacco da tutte le attività dei sensi. Chiudendo le porte dei sensi, fissando la mente sul cuore e trattenendo l'aria vitale alla sommità del capo, ci si stabilisce nello yoga.
13 Situandosi così nello yoga e vibrando la sillaba om, la suprema unione di lettere, colui che all'istante di lasciare il corpo pensa a Me, il Signore Supremo, raggiungerà certamente i pianeti spirituali.
14 Per colui che Mi ricorda sempre, senza deviare, Io sono facilmente raggiunto grazie a un impegno costante nel servizio devozionale, o figlio di Pritha.
15 Dopo averMi raggiunto, le grandi anime, yogi colmi di devozione, non tornano mai più in questo mondo temporaneo e pieno di sofferenza perché hanno ottenuto la perfezione più alta.
16 Tutti i pianeti del mondo materiale, dal più alto al più basso, sono luoghi di miseria dove nascita e morte si susseguono ripetutamente. Ma chi raggiunge la Mia dimora, o figlio di Kunti, non rinasce più.
17 Secondo il calcolo terrestre, mille ere, considerate complessivamente, equivalgono alla durata di un giorno di Brahma, e altrettanto lunga è la sua notte.
18 All'inizio del giorno di Brahma tutti gli esseri viventi passano dallo stato non manifestato e in seguito, quando scende la notte, sono di nuovo immersi nello stato manifestato.
19 Ripetutamente, quando il giorno di Brahma ha inizio, tutti gli esseri viventi tornano all'esistenza, e col sopraggiungere della notte di Brahma sono inesorabilmente annientati.
20 Esiste tuttavia un'altra natura non manifestata, che è eterna e trascende la materia manifestata. È suprema e non è mai annientata. Quando tutto in questo mondo è dissolto essa rimane intatta.
21 Quel luogo che i vedantisti definiscono non manifestato e infallibile, che è noto come la destinazione suprema, quel luogo dal quale, una volta raggiunto, non si torna più indietro: quella è la Mia suprema dimora.
un libro meraviglioso la bhagavad gita, dal testo possiamo capire che gli attimi prima della morte sono molto importanti per mantenere la nostra attenzione su Dio, "Colui che all'istante della morte fissa l'aria vitale tra le sopracciglia e in virtù dello yoga s'immerge nel ricordo del Signore Supremo con mente che non devia e con la più profonda devozione, tornerà certamente a Lui." poi qui si fa più complicato, il resto del capitolo spiegha molto bene una tecnica yoga quali sono secondo voi le parti più importanti della bhagavad gita? |
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Balarama
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Spedito - 18/01/2013 : 11:25:31
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«Il Signore Beato disse: Mio caro Arjuna, figlio di Pritha, guarda la Mia gloria, centinaia di migliaia di forme divine, infinitamente diverse, multicolori come il mare. O migliore dei Bharata, guarda gli Aditya, i Rudra e tutti gli altri esseri celesti. Contempla le innumerevoli manifestazioni che finora mai nessuno ha conosciuto. Questa forma universale può mostrarti tutto ciò che desideri o desidererai vedere. In questo corpo puoi vedere tutto ciò che desideri poiché tutto vi è contenuto, o Gudakesha. Arjuna vede in quella forma universale innumerevoli bocche e innumerevoli occhi. Tutto era prodigioso. Quella forma era adorna di gioielli sfavillanti e di meravigliosi vestiti. Era gloriosamente coperta di ghirlande e profumata da essenze di divina fragranza. Era tutto magnifico, illimitato e continuamente in espansione. Questo è ciò che vede Arjuna. Se migliaia e migliaia di soli si levassero tutti insieme nel cielo, il loro sfolgorio si avvicinerebbe forse a quello del Supremo Essere. Gli universi, sebbene infiniti e innumerevoli, Arjuna li vede tutti riuniti in un solo punto, nella forma universale del Signore. » (Bhagavad gita, cap 11)
E' l'umile peccatore che si rivolge alla Madre divina: Non conosco come si acquistano i meriti non conosco la strada del pellegrino non conosco la via della salvezza non so immergere la mia mente in Dio non conosco l’arte della devozione non conosco la pratica dell’ascesi, O Madre - Sei Tu il mio rifugio e il mio solo rifugio, Signora. (Bhavani Ashtakam - Adi Shankaracharya) E' il saggio incantato dalla gloria divina: Non ho meriti né demeriti, nessun piacere e nessun dolore, Non conosco i canti sacri, non le scritture, né il fuoco sacrificale, Non sono cibo e non consumo cibo, Io sono Shiva, Io sono Shiva, Essere, Coscienza e Beatitudine (Nirvana Ashtakam - Adi Shankaracharya) |
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