| Armaduk |
Inviata - 13/02/2010 : 02:50:02 "ho avuto occasione di leggere qualche capitolo sulla "ADVAITA" e di parlarne con persone già a buon punto in questa ricerca.mi hanno detto che tutto il creato non esiste,che noi viviamo come in un sogno,e come al nostro risveglio ci rendiamo conto che era solo un sogno,così è la stessa cosa per la nostra vita sul pianeta.ma è tutta un illusione,non esiste nulla,non esiste Dio,è solo un sogno. Devo dire che sono rimasto alquanto sconcertato.come stanno le cose? saluti Armaduk |
| lumetta |
Inviata - 08/01/2012 : 08:58:19 Citazione: Originariamente inviato da lumetta
Citazione: Originariamente inviato da Astrologo
Volevo dare un mio contributo alla discussione: Secondo me Dio non ha fatto la creazione perchè si sentiva solo per avere altre entità con le quali condividere, ma essendo l'Essenza di Dio in tutte le cose, Dio scopre se stesso prende coscienza di se stesso attraverso noi la creazione evolvendo dal regno minerale a quello vegetale ed infine quello animale dove l'Uomo rappresenta il più alto grado , oltre questo c'è la Santità o realizzazione del Sè.
Questo è un progetto perfetto in quanto ognuno di noi evolvendo alla realizzazione della propria Divinità non fa altro che attuare un progetto Divino da sempre.
A questo punto una domanda nascerebbe spontanea: perchè si soffre se tutto fa parte di un progetto di crescita? La sofferenza nasce proprio dall'identificazione con il nostro IO illusorio chiamato Ego mentre invece per essere liberi dobbiamo trovare il Sè ed è questo che ci permette di realizzare Dio dentro di noi. Pace e bene a tutti
scusate,mi sono loggata con il testo..
io credo che ognuno di noi abbia una strada ben definita da percorrere per arrivare alla "libertà". Dipende molto dal contesto in cui veniamo al mondo, dalla famiglia d'origine e dai suoi insegnamenti, da paure e retaggi che ci tramandiamo tra madri e figlie/i. Qualche volta scatta un non sò che e l'incantesimo si spezza.Nasce un figlio o una figlia che piano piano ri-scopre il significato della gioia, del dolore ed inizia un lungo cammino,difficile, come un pioniere scopre nuove terre lui scopre la vita .L'essenza della vita. I dolori sono necessari per riuscire a lasciare andare tutte quelle antiche crdenze che si porta dentro da generazioni e generazioni;sarà criticato e anche per questo soffrirà ma alla fine la critica continua per abitudine perchè ci vuole una buona dose di coraggio per ammettere uno sbaglio quindi si continua a criticare per far vedere che si è coerenti. Quel figlio amerà anche quelli, anzi li amerà di più perchè sente il loro silenzioso dolore. Ecco a cosa serve, secondo me, l'ego. Senza prima conoscerlo e capirne i mille aspetti, non si può progredire verso la libertà.
tashi delek |
| pasqualestabile |
Inviata - 14/09/2011 : 03:08:43 Più che illusione lo definirei percorso, nel quale abbiamo la possibilità di evolverci e conoscere meglio la "materialità" quale manifestazione di Dio, poichè sembra che la tendenza degli spiriti disincarnati e quella di conoscere attraverso vari tipi di esperienze ed incarnazioni Dio, o meglio le sue emanazioni tramite la coscienza cosmica, poichè vedere Dio direttamente è impossibile. Yogananda dice che è un sogno e un illusione....ma che te ne rendi conto dopo la morte terrena,come in un sogno quando sognamo di morire e poi stesso durante il sogno contiuiamo a pensare e a fare altre cose.Solo la persona autorealizzata vive la vita terrena come un sogno, poichè già in grado di staccarsi da essa.Questo non vuol dire che non dobbiamo occuparci dei nostri doveri terreni. |
| Franco_An |
Inviata - 29/03/2010 : 11:06:07 Citazione: Originariamente inviato da omgayatri secondo me non è vero che è tutto un sogno, perché se fosse un sogno illusorio non avremmo neanche la possibilità di accumulare karma cattivo o buono o fare meditazioni che risvegliano (è tutto un sogno no?).
Ottima riflessione, c'è da pensarci su...
Anni fa ho letto un articolo di Davis dove spiegava cosa esattamente Yogananda intendeva quando parlava di realtà illusoria, ma l'ho dimenticato perché era un po' complesso (fra l'altro in inglese).
Mi ricordo che faceva una netta distinzione fra quel che diceva al pubblico (cioè parlava "abbassandosi" al livello di comprensione di chi aveva davanti, con allegorie, metafore, ecc), e quel che diceva agli studenti più avanzati, con vere lezioni di alta metafisica comprensibili solo a pochi.
Un esempio di questo si ha nella spiegazione della Genesi (non mi ricordo in quale libro), dove diceva (pressappoco) "Dio siccome aveva tutto questo amore e gioia e si sentiva solo in quanto non poteva condividerlo con nessuno allora ha emanato la creazione così non era più il solo a gioirne" Spiegazione da catechismo alle elementari proprio....
Poi invece nelle lezioni originali in inglese ci sono ben altre argomentazioni di alto livello.
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