| mikifoster |
Inviata - 07/06/2009 : 11:52:58 Mi permetto..
Questa cosa del tipo "Kriya + devozione = realizzazione" è una cosa che sento dire da anni, ma non è proprio così o, almeno, va vista in una maniera più ampia:
"Pratica completa del kriya yoga + devozione = realizzazione" è più corretto.
Poiché nell'autobiografia Yogananda ha dedicato un capitolo intero al kriya yoga, alcuni pensano che - alla fine dei conti - la pratica del kriya yoga sia l'esecuzione meccanica di una tecnica di meditazione. Non è così.
Pratica completa:
- Motivazione: desiderio forte e sostenuto di realizzare Dio. - comprensione di cosa significhi realizzare Dio (molti non ne hanno idea e pensano che Dio sia una persona cosmica seduta da qualche parte nell'universo. Triste, ma vero). - chiedersi spesso che cosa siamo e perché siamo qui. - giusto vivere. - giusta ispirazione. - capacità di abbandonare l'attaccamento a miti, leggende e informazioni di seconda mano a favore della ricerca dell'esperienza diretta. - meditazione regolare con le tecniche e quant'altro. Le tecniche sono "attrezzi" che si utilizzano per raggiungere uno stato meditativo e non sono il fine della meditazione. - credere possibile la realizzazione del Sé. - fare del proprio meglio per essere sempre vigili e attenti in ogni situazione.
Miti da evitare:
- ci vogliono milioni di anni per trovare Dio o realizzare il proprio Sé. Yogananda stesso affermò che in meno di 50 anni una persona con un pessimo karma potrebbe riuscirci. - il guru (o Dio) mi mettono alla prova (Dio non testa se stesso e le difficoltà che si sperimentano nella vita sono causate da noi stessi per la legge di causa ed effetto e di attrazione)
Meditare tutti i giorni non è difficile, basta avere volontà. Una cosa importante che si legge sempre negli insegnamenti di Yogananda, ma che molti non considerano nel modo opportuno è il fatto di cercare di crearsi il più possibile una vita semplice. E' ovvio che se la vita di una persona è estremamente complessa, il tempo a disposizione per meditare sarà sempre poco. E' importante eliminare dalle proprie vite l'inessenziale; da qui l'espressione di Yogananda: "Vita semplice, pensiero elevato". Mi rendo conto che per desiderare eliminare l'inessenziale dalla vita bisogna volerlo fare; questo è il motivo per cui la motivazione verso la crescita spirituale e la realizzazione del Sé è il fattore più importante.
Quando iniziava le sue conferenze, Yogananda chiedeva alle persone "Come state oggi?" e desiderava che le stesse rispondessero "Desto e pronto!"
Non è una frase buttata lì a caso. Meditare significa andare oltre la mente condizionata pensante per realizzare (conoscere con esperienza) la propria vera natura. Quando la mente è invasa dai pensieri è in uno stato quasi di auto ipnosi e pertanto non può percepire la Realtà che diventa, invece, manifesta in assenza di pensieri.
Per meditare a livello supercosciente bisogna essere attenti e vigili. Ci si addestra ad esserlo cercando di esserlo anche durante il giorno. Più tempo si passa a rimuginare nel dialogo interiore, più la mente si auto ipnotizza . Più si presta attenzione al momento presente (anche semplicemente osservando i particolari), più si abitua la mente a rimanere vigile in ogni momento.
Realizzare Dio significa conoscere con esperienza la propria vera natura di creature spirituali, relazionate temporaneamente a spazio e tempo. Per farlo bisogna fare la pratica completa del kriya yoga. Il rischio che molte persone sul sentiero corrono è di diventare (e rimanere) "credenti" e non "conoscitori".  Lo scopo del kriya yoga è di far avere alle persone l'esperienza diretta di Dio, non solo quello di crederci.
Sforzatevi di cercare l'esperienza diretta di Dio e non accontentatevi fino a quando non l'avrete raggiunta.
Un abbraccio a tutti
M.F. |
| Kali |
Inviata - 06/06/2009 : 12:31:00 Ieri sera una cosetta è andata proprio storta (anche il sogno fatto il giorno prima diceva così). Ma alla fine mentre la cosa prendeva una brutta piega, per qualche istante visualizzavo il Guru, e credo avrei fatto uguale anche qualora fosse andato tutto bene. L'errore che ho fatto, però, è quello che raccomanda il Maestro di non commettere: l'ambiente è stato più forte della mia forza di volontà! e tutto il guna creatosi nel contesto della serata è stato da me completamente assorbito (guarda caso, tornato a casa, mi sono tuffato a letto senza meditare). Non fate come me , quindi, meditate sempre. GRAZIE. |