| Franco_An |
Inviata - 11/02/2006 : 21:32:36 Salve Sonia, la tua proposta in linea teorica potrebbe essere interessanti, ma bisogna essere anche un po' realisti in questo mondo, ce lo vedresti un Guru a fare il commercialista e un assassino a fare lo psichiatra o la maestra d'asilo? Insomma mi pare un po' un paradosso.
Senza considerare il fatto che ognuno viene a questo mondo per una ragione reincarnativa, chi ha una missione, chi persegue uno scopo per molte vite finche' non lo esaudisce, chi deve fare certe esperienze karmiche, quel che siamo, dove siamo e quel che ci accade ha una precisa ragione d'essere.
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| Sonia |
Inviata - 10/02/2006 : 10:51:09 Avevo pensato di cancellare questa discussione perche' non ha suscitato nessun commento e ho pensato che fosse sembrata un po' stupida o addirittura inutile. Pero' stamattina all'alba mi e' venuto in mente che forse sarebbe stato utile approfondirne prima il significato. Sarebbe probabilmente assurdo cercare di mettere realmente in pratica una cosa del genere (mi immagino per esempio cosa potrebbe diventare il prossimo "concerto di capodanno" suonato da 70 probabili non-musicisti !) ma il punto cruciale su cui riflettere e' questo: sono disposta a cambiare me stessa? Fino a che punto? Sono pronta cioe' a rinunciare a cio' che sono (che ho "conquistato" in 38 anni di questa vita) per essere qualcos'altro, qualsiasi altra cosa? Perche' se non sono pronta a fare questo allora e' grave. Vuol dire che non sono in grado di "abbandonare il mio io", o, per riproporre una metafora che mi piace molto, vuol dire che non sono in grado di aprire la "mia bottiglia" per unirne il liquido contenuto all'oceano (cosmico) in cui naviga  Ma se ci penso mi piace essere come sono. Nonostante i difetti del mio carattere, nonostante le difficolta' altalenanti dell'esistenza, i miei limiti mentali, le incomprensioni o malcomprensioni di cio' che mi circonda... E mi domando: perche' tutta questa paura di abbandonare il "proprio piccolo mondo" a favore di qualcosa di piu' grande? Perche' e' piu' facile dubitare che aver fede?
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