| Balarama |
Inviata - 05/09/2011 : 04:06:00 prima di meditare recito il maha mantra, faccio un giro di mala Hare Krishna Hare Krishna Krishna Krishna Hare Hare Hare Rama Hare Rama Rama Rama Hare Hare è molto utile « Coloro che, fissando le loro menti su di Me, Mi adorano stando sempre uniti a Me con intensa fede e devozione suprema, Io li considero i perfetti conoscitori dello yoga. » (Bhagavad Gita, XII, 26)
« Soltanto col servizio devozionale è possibile conoscere Me, il Signore Supremo, che cosa e Chi sono Io. E colui che diviene pienamente cosciente di Me grazie a questa devozione, entra rapidamente in Dio. » (Bahagavad Gita, XVIII, 55)
anche voi recitate dei mantra? |
| Balarama |
Inviata - 05/09/2011 : 15:21:00 Citazione: Originariamente inviato da starkeeper
PS: Cmq tenere la mente occupata con cose sacre è una cosa positiva e fa parte di quella che viene detta la pratica della presenza, quindi fai bene :)
si è molto utile e piacevole un libro interessante da leggere è Sri Caitanya gli insegnamenti di Sri Caitanya Mahaprabhu Sri Caitanya Viene considerato dai Vaisnava l'avatara dell'epoca attuale, o Kali Yuga, nonché il decimo Avatar di Vishnu,
"Sono il profumo originale della terra ed il calore del fuoco. Sono la vita di tutto ciò che vive e l'austerità dell'asceta." (Bhagavad-gita 7.9)
Possiamo vedere Krishna ad ogni passo e in ogni momento. Se ci esercitiamo a vedere Krishna, questo non è difficile. Ogni volta che sentiamo un profumo - per esempio di una rosa - possiamo subito ricordare Krishna: "Ecco Krishna." È solo questione di pratica. Non appena tu ricordi Krishna o pronunci la parola "Krishna" Krishna si mette in contatto con te. Sei immediatamente in contatto con Krishna. E se rimani costantemente in contatto con Krishna, cosa ti manca per essere in coscienza di Krishna? E se rimani sempre a quel livello, cosciente di Krishna, sei lo yogi più elevato. Yoginam, api sarvesam [Bhagavad-gita 6.47]. E molto facile, non è affatto difficile. Devi semplicemente esercitarti.
In un altro verso è detto che un fiore che sboccia è il sorriso di Krishna. Perciò puoi vedere Krishna che sorride ogni volta che vedi un fiore. Non capisco perché le persone dicono: "Puoi farmi vedere Krishna?" Krishna Si mostra in moltissimi modi. Loro non lo capiranno. Non è affatto difficile vedere Krishna in ogni momento, ad ogni passo, se approfondiamo ciò che Krishna intende dire con "Io sono", "questo è." The Bhaktivedanta Book Trust International.
oltre i mantra quando sono con gli amici o si sta aspettando qualcosa, focalizzo la mia attenzione nel terzo occhio
I Maestri indù hanno insegnato che, per conquistare la più profonda conoscenza, bisogna focalizzare lo sguardo attraverso l'onnisciente occhio spirituale. Quando ci si concentra fortemente, anche chi non sia uno yoghi aggrotta la fronte nel punto fra le sopracciglia: il centro della concentrazione e dello sferico occhio spirituale, sede dell'intuizione dell'anima. Questa è la vera "sfera di cristallo" in cui guarda lo yoghi per apprendere i segreti dell'universo. Coloro che andranno abbastanza profondo nella loro concentrazione penetreranno quel "terzo occhio" e vedranno Dio. I ricercatori della verità dovrebbero perciò sviluppare la facoltà di proiettare la loro percezione attraverso l'occhio spirituale. La pratica dello Yoga aiuta l'aspirante ad aprire l'occhio singolo della coscienza intuitiva.
L'intuizione, o conoscenza diretta, non dipende da alcun dato fornito dai sensi. Per questo la facoltà intuitiva è spesso chiamata il "sesto senso". Tutti hanno questo sesto senso, ma la maggior parte delle persone non lo sviluppa. Tuttavia, quasi tutti hanno avuto qualche esperienza intuitiva, forse l'intuizione che una determinata cosa sarebbe dovuta accadere, sebbene non ci fosse alcun segno percepibile dai sensi a indicarlo.
Sri Paramahansa Yogananda, L'eterna ricerca dell'uomo. Roma, Astrolabio-Ubaldini Editore, 1980, p. 31-32
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"Signore, esiste un metodo scientifico, oltre il Kriya, che può portare un devoto a Dio?, s'informò uno studente. "Si", disse il Maestro. "Una via rapida e sicura che porta all'infinito è quella di tenere la propria attenzione fissa nel centro della Coscienza Cristica fra le sopracciglia".
Sri Paramahansa Yogananda, Il Maestro disse. Roma, Astrolabio-Ubaldini Editore, 1970, p. 66
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| starkeeper |
Inviata - 05/09/2011 : 11:45:38 In certi periodi in cui mi sento molto ascetico mi viene da recitare il mantra "Om Namah Shivaya" durante la giornata, altrimenti pratico la presenza parlando con Lui, o ripetendo delle semplici frasi devozionali. La cosa importante è che quello che fai ti aiuti a sviluppare devozione, che sia un mantra, una preghiera, una frase o qualsiasi altra cosa. ;) Altre volte quando sto in motorino mi piace cantare qualche cosmic chant o canto devozionale in genere.
Jai Guru!
PS: Cmq tenere la mente occupata con cose sacre è una cosa positiva e fa parte di quella che viene detta la pratica della presenza, quindi fai bene :) |