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 Il karma secondo il saggio (rishi) Patanjali
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pier

Italy
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Spedito - 18/10/2009 :  09:48:28  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo
Sutra II/13) – “SATI MULE TAD-VIPAKO JATI-AYUR-BHOGAH”. - “Finché esistono le radici (samskara), esistono i loro frutti che saranno nascita, vita ed esperienze (di piacere o di dolore)”.

Quanto a lungo l'azione lascia il suo seme nella mente, questo seme crescerà, generando ancora nascite, ancora vite e ancora azioni. E...

... finché la radice è là, anche il deposito degli atti latenti matura sotto forma di nascita, di durata della vita, e di esperienze.

Sappiamo tutti che il seme di un albero è la causa di un albero, il quale a sua volta è causa di altri semi, i quali a loro volta saranno causa di successivi alberi. In tutta la creazione c'è una legge universale, secondo la quale ogni azione produce una reazione, per cui ogni causa produce un effetto e, a sua volta, ogni effetto diventa causa di un altro effetto.

Allo stesso modo, proprio come succede per gli alberi di cui sopra, la nostra vita attuale è stata causata dai nostri samskara del passato, ma a nostra volta, noi produciamo altri samskara, che poi saranno causa di un'altra prossima vita.

Un altro punto da considerare è la durata della vita, che può essere di pochi giorni, o di pochi mesi, oppure di 50 anni o anche più di 100 anni. Sono sempre le azioni delle vite precedenti che determinano tutte queste differenze, anche nella durata della vita.

Ed analogamente, se un uomo è destinato a sperimentare gioie e piaceri, anche se si nasconde nella foresta, o in una caverna, sarà sempre raggiunto dal piacere. Ma lo stesso succederà per colui che è destinato a patire dolori e sofferenze, perché da questi verrà raggiunto anche se si nasconde in una caverna, o in un deserto.

Tutto questo è l'effetto dei semi del passato, che quando sono il prodotto di azioni buone e positive determineranno una vita di gioia e letizia, mentre quelli prodotti da azioni negative o malvagie, produrranno una vita di sofferenze e malessere.

In questa creazione nessuno può bluffare, e nessuno può farla franca e, prima o poi, ognuno raccoglierà quello che ha meritato. C'è pure un detto comune che dice: “Così come semini, così raccoglierai” e lo yoga ritiene per certo che, in virtù di queste leggi universali, presto o tardi, si raccoglierà sempre in conformità a quanto si è seminato, sia per il bene, come per il male.

Perciò, dalle cattive azioni della precedente vita, avranno origine i dolori della nuova vita e, viceversa, la felicità ci verrà dalle buone azioni compiute nel passato. Così vuole appunto la giustizia cosmica, che è la giustizia divina e la giustiuzia perfetta.

Quindi, per l'aspirante yoghi, la prima cosa che deve comprendere è come opera la legge di causa ed effetto. Dopo di che, non deve più occuparsi degli effetti, ma deve concentrarsi soltanto sulle cause.

A questo punto, dovrà rendersi conto che la causa prima della sua esistenza nei tre mondi (fisico, emotivo e mentale), è il suo EGO, ossia, un “aggregato” di impulsi egoici che lo hanno condotto a sviluppare certe facoltà di reazioni istintive che sono state utili e necessarie per la sopravvivenza nei tre mondi.

Tuttavia, questi meccanismi reattivi magari automatici, hanno anche generato effetti nel mondo esterno manifesto, ed hanno pure costituito la causa della presente esistenza. La quale presente esistenza può essere vista ancora come un albero ma … capovolto.

Infatti, diversamente da un albero vegetale, l'albero della vita ha le radici in alto e i rami e le foglie in basso, e così pure l'albero dell'EGO, che ha le radici che stanno nel mondo mentale, mentre i fiori e i frutti appartengono al mondo fisico materiale.

Di conseguenza, per recidere le radici dell'albero egoico, occorre tagliare i pensieri e i desideri dai quali il corpo deriva. Bisogna quindi operare a livello soggettivo, per influire su ciò che ci mantiene legati alla ruota della rinascita. E quando la radice sarà tagliata, l'energia vitale allora non fluirà più verso il basso, ma fluirà verso l'alto, verso lo spirito.

Un'altra cosa da notare, in questo sutra di Patànjali, è il fatto che i tre termini enunciati (nascita, vita ed esperienza) riassumono lo scopo, il metodo e la meta dell'esistenza umana, ed anche queste tre specie di karma:

1) Karma latente, costituito da semi o cause non ancora attivi ma che daranno frutto in futuro, non in questa, ma in un'altra vita;

2) Karma attivo, costituito da semi o cause che stanno maturando e si stanno manifestando proprio in questa attuale vita;

3) Karma nuovo, costituito da semi o cause che vengono prodotti proprio durante la vita attuale e che, inevitabilmente, governeranno le circostanze di vite future.

Oltre a questi tre karma che potrebbero definirsi solo “personali”, o individuali, ci sono altri tre Karma “collettivi”, che siamo costretti a condividere con altri gruppi di persone. Ad esempio:

a) Karma di famiglia, perché non è casuale che veniamo al mondo in una certa famiglia con certe relazioni, rapporti, simpatie, antagonismi, ecc. E solo per fare un esempio, la famosa tragedia di Giulietta e Romeo fu generata dai rapporti fra le famiglie dei Capuleti e Montecchi. Inoltre, fa una grande differenza fra il nascere in una sfarzosa reggia principesca, o in una miserabile capanna di fango;

b) Karma di un popolo, (o tribù, o etnia, o patria, o nazione, ecc.), perché fa pure differenza l'appartenere ad esempio al popolo ebraico, o al popolo tibetano, oppure eschimese, o giapponese, o armeno, o turco, o basco, o inca, o slavo, o vietnamita, o ottentotto, o zulù, o maori, o hawayano, o caraibico, o cinese, o peruviano, o cosacco, ecc.;

c) Karma della razza, perché anche essere un negro o un pellerossa, un mongolo o un pigmeo, un vatusso o un hutu, un ariano o un semita, ci porta a sperimentare e condividere esperienze specifiche che sono “collettive”, che nostro malgrado non sono soltanto il risultato di azioni personali, compiute individualmente.

Il discorso del karma dovrebbe riguardare pure le religioni di appartenenza, ed altri fattori che comportqno nostre relazioni ed infine, estendersi anche tutta la casistica delle specie animali, perché anche cani, gatti, rettili, uccelli, leoni, gazzelle, pesci, mucche, ecc, sia prede che predatori, hanno tutti ovviamente un loro karma differente, secondo la loro specie e sottospecie. Ma non è questo il momento e il luogo di affrontare un argomento così infinitamente vasto, come quello del Karma.

Per quello che riguarda specificamente noi personalmente, l'aspirante yoghi deve cominciare dal suo karma attivo, sorvegliando i suoi pensieri in modo da evitare certi effetti indesiderati e, quindi, evitare di creare nuovi semi, che poi produrranno altro karma, per le prossime vite.

E quanto ai semi del karma latente, questi sono più difficili da estirpare e, a questo scopo, bisogna giocoforza fare ricorso alla meditazione ed alla “trascendenza”.

Mukunda

Messaggi 1006

Spedito - 18/10/2009 :  10:07:05  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo
Molto molto ispirante... grazie
ma mi sa molto di erm72

------------------------------------------------------
Self Realization Fellowship
http://www.yogananda.org/
http://www.altrogiornale.org/page.php?45
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erm72

Messaggi 125

Spedito - 19/10/2009 :  00:19:29  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo
No Mukunda
Ti ringrazio perchè devo dire che la preparazione e la cultura di Pier in termini di filosofia orientale non è da tutti quindi lo prendo come un complimento. Però, purtroppo, devo smentirti...
Pur avendo la parte iniziale del mio nome, infatti, Pier e io siamo due persone completamente differenti.
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pier

Italy
Messaggi 115

Spedito - 19/10/2009 :  09:26:48  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo
Citazione:
Originariamente inviato da erm72

No Mukunda
Ti ringrazio perchè devo dire che la preparazione e la cultura di Pier in termini di filosofia orientale non è da tutti quindi lo prendo come un complimento. Però, purtroppo, devo smentirti...
Pur avendo la parte iniziale del mio nome, infatti, Pier e io siamo due persone completamente differenti.


Allego ora un commento allo Yoga Sutra II/14 di Patanjali ricevuto da un amico(Benny)
(Sutra II/14) – “TE HLADA-PARITAPA-PHALAH PUNYA-APUNYA-HETUTVAT”. - “Il frutto di un'azione sbagliata è dispiacere, e il frutto di una giusta azione è piacere”. Si potrebbe anche dire, che la virtù dà il frutto della gioia, e il vizio dà come frutto il dolore.

Ma non sarebbe corretto attribuire a questo...

... aforisma il senso morale di un'etica cristiana, a noi più familiare, ma ovviamente estranea a Patànjali. La logica del sutra è semplicemente quella per la quale questi semi (samskara), producono piacere o dolore, a seconda che la loro causa originaria sia buona o cattiva, fausta o infausta, ecc.
Perciò, la nascita, la durata della vita e le esperienze, sono dei frutti gradevoli, quando la loro causa è stata benefica, e sono dei frutti sgradevoli, quando la loro causa è stata malefica. Perché, come diceva anche il Buddha, dal male non può venire che il male, e dal bene non può venire che il bene.

Anche se fuori tema colgo l'occasione per inserire la traduzione di un antico testo egizio intagliato sulla porta d’accesso ad un sacro sito: (ricevuto da Maio Meroni/Benny).
ANTICO TESTO EGIZIO
Traduzione di
“Finalmente ho raggiunto il MIO traguardo e risolto il segreto della mia anima: Io sono QUELLO a cui rivolgevo le preghiere, QUELLO a cui chiedevo aiuto. Sono QUELLO che ho cercato. Sono la...

... stessa vetta della MIA montagna. Guardo la creazione come una pagina del MIO stesso libro. Sono infatti l’UNICO che produce i molti, della stessa sostanza che prendo da ME. Poiché TUTTO è ME, non vi sono due, la creazione è ME STESSO, dappertutto. Quello che concedo a ME stesso, lo prendo da ME stesso e lo do a ME stesso, L’UNICO, poiché sono il Padre ed il Figlio. Quanto a quello che voglio, non vedo altro che i MIEI desideri, che sgorgano da ME. Sono infatti il conoscitore, il conosciuto, il soggetto del conoscere, il governante ed il trono. Tre in UNO è quello che sono e l’inferno è solo un argine che ho messo al MIO stesso fiume, allorché sognavo durante un incubo. Sognai che non ero il SOLO unico e così IO stesso iniziai il dubbio, che fece il suo corso, finché non mi svegliai. Trovai così che IO avevo scherzato con ME stesso. Ora che sono sveglio, riprendo di sicuro il MIO trono e governo il MIO regno che è ME stesso, il signore per l’eternità.”
Pier

Nota: ringrazio erm72 per il suo gentile giudizio. Vorrei precisare però che anche in questo sito vi sono persone con una elevata preparazione relativamente alla cultura orientale .
Io mi limito ad inserire quegli argomenti che penso possano essere utili agli utenti , notizie che provengono da una antica cultura , quella conosciuta anche da Yogananda .


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erm72

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Spedito - 20/10/2009 :  14:59:26  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo
Citazione:
Originariamente inviato da pier

ringrazio erm72 per il suo gentile giudizio. Vorrei precisare però che anche in questo sito vi sono persone con una elevata preparazione relativamente alla cultura orientale .

Sicuramente vi sono tante persone preparate... però, senza che venga scambiata per una sviolinatura che non avrebbe un perchè, ti dico che la citazione sulla cultura egizia da te fatta per me è un'ulteriore conferma di quanto ho detto su di te in precedenza.
La civiltà egizia diede forma a una grande cultura e, di conseguenza, a una grande sapienza iniziatica (così come il Bramanesimo è originario anch'esso di un'antica sapienza iniziatica).
Guardacaso anche la civiltà egizia era una civiltà politeista (molteplici aspetti della divinità), così come lo era la civiltà babilonese e così come lo è tuttora la civiltà indù....
Vedere che esistono persone in grado di citare manoscritti di questa civiltà nonostante sia così poco propagandata è una rarità che non può non essere apprezzata.

P.S. Sul tempio di Iside in Egitto era scritto "Io sono ciò che è, che fu e che sempre sarà e nessun mortale ha per anco squarciato il velo che mi copre". Che sta a significare che per conoscere Dio bisogna diventare immortali... detto in soldoni bisogna realizzare la propria divinità cioè il sè.

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Spirit

Italy
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Spedito - 20/10/2009 :  15:13:09  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo
Citazione:
Guardacaso anche la civiltà egizia era una civiltà politeista (molteplici aspetti della divinità),

Non sempre Erm 72.Anche la civilità egizia ha avuto in un rappresentante del faraone la credenza in un unico dio.In quel periodo di tempo la religione fu monoteista.
Ciao Domenico
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erm72

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Spedito - 20/10/2009 :  16:18:51  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo
Citazione:
Originariamente inviato da Spirit

Non sempre Erm 72.Anche la civilità egizia ha avuto in un rappresentante del faraone la credenza in un unico dio.In quel periodo di tempo la religione fu monoteista.
Ciao Domenico

Ti riporto ciò che dice Wikipedia in merito al termine Faraone:
"Nella tradizione egizia il sovrano possedeva natura divina infatti egli era l'Horo vivente, figlio del dio Ra."
Horo da Horus figlio del dio Ra quindi siamo già a due divinità... Ra nella cultura egizia era il re di tutte le divinità egizie esattamente come Zeus era il re di tutti gli dei dell'olimpo nella filosofia greca...
Che poi nei meandri del tempio esisteva la credenza non solo nel Dio Unico ma anche (e soprattutto) nell'Uomo-Dio, è un'altra storia...
Del resto anche nell'induismo si inizia con una visione dualistica ma arrivati all'Advaita Vedanta (Pier corregimi se sbaglio..) si concepisce l'immanenza del Dio Unico in tutti noi (Bramhan).
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pier

Italy
Messaggi 115

Spedito - 20/10/2009 :  16:23:08  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo
Citazione:
Originariamente inviato da Spirit

Citazione:
Guardacaso anche la civiltà egizia era una civiltà politeista (molteplici aspetti della divinità),

Non sempre Erm 72.Anche la civilità egizia ha avuto in un rappresentante del faraone la credenza in un unico dio.In quel periodo di tempo la religione fu monoteista.
Ciao Domenico


Il faraone era Amenofi IV detto anche Akhenaton che nel XV secolo prima di Cristo introdusse una riforma religiosa di stampo monoteistico in Egitto, il paese da lui governato. Pur non essendovi testimonianza di persecuzioni religiose che avrebbero accompagnato tale riforma, essa produsse la graduale chiusura dei templi della religione tradizionale e l'abbandono obbligatorio del culto degli antichi dei. Amenofi sosteneva l'idea di un unico dio, il sole (Aton), generatore di vita, che con i suoi raggi (rappresentati significativamente come mani protese al fedele) benedice l'umanità. Significativamente Amenofi mutò il proprio nome in uno celebrativo del nuovo dio (Akhenaton) e trasferì la sede del governo ad una nuova città, da lui fondata in onore di aton (Akhetaton). La sua morte, avvenuta in circostanze non chiarite, segnò la fine della sua riforma, che non era stata intimamente accettata nè dal popolo, il quale aveva continuato a praticare gli antichi culti, nè dalla casta sacerdotale tradizionale, che non era disposta ad accettare quella diminuzione di potere che sarebbe conseguita con la fine dei culti tradizionali.
Nel film Sinuhe l'egiziano viene riproposta la figura di questo faraone .
Il film è bello e val la pena vederlo poichè ogni tanto viene trasmesso in TV.
Pier


Modificato da - pier on 20/10/2009 16:25:52
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erm72

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Spedito - 20/10/2009 :  16:36:41  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo
Qui è riprodotta la storia di Horo o Horus:
http://it.wikipedia.org/wiki/Horo
Interessante la teoria sul parallelismo tra Horo e Gesù...
La teoria della ripetitività ciclica della storia del resto non è certo una novità e in tante culture viene tramandata.
In un altro argomento parlando dei Re Magi e dei doni che portarono a Gesù diedi alcune interpretazioni riguardo al dono dell'oro.
Forse non è da escludere che oro fosse in realtà horo, che simboleggerebbe le conoscenze dell'antica civiltà egizia.
Dove s'incontrino la leggenda con la verità storica credo che sia una risposta che ciascuno di noi può trovare dentro di sè.
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erm72

Messaggi 125

Spedito - 20/10/2009 :  16:40:10  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo
E' una teoria però penso che se la casta sacerdotale avesse voluto che la nuova religione prendesse piede sicuramente questo sarebbe successo..
Le religioni politeiste hanno di bello che sono fatte sia per chi sente la necessità di vedere un Dio fuori di sè, sia per chi sente la necessità di vederselo dentro...
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Taoista

Italy
Messaggi 80

Spedito - 20/10/2009 :  19:50:32  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo
Ma im realtà non è mai esistita una religgione politeista agli occhi degli iniziati
Ed è considerata Politeista una religione che è praticata dal popolo reso ignorante
Tutte le religioni parlano di un unico Dio e le varie divinità in quella greca ed egizia altro non sono che diversi aspetti di una divinità incomprensibbile come dei contenitori per meglio comprendere le diverse energie emanate da un unico sole
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pier

Italy
Messaggi 115

Spedito - 20/10/2009 :  20:43:28  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo
Inserisco la storia SVETAKETU tratta dalla CHANDOGYA UPPANIISHAD .
Ciò per ritornare all'argomento del saggio Patanjali.
Che esista una religione politeista o meno è ininfluente per un ricercatore il quale alla fine del cammino trova che "l'amato" è entro se stesso.

L'EDUCAZIONE DI SVETAKETU
C'era un tempo Svetaketu Aruni. Suo padre Uddhalaka gli disse:
«Vivi da studente della conoscenza sacra perché in verità, mio caro, nella nostra famiglia nessuno è bramino solo per nascita».
Svetaketu divenne perciò un discepolo all'età di dodici anni, studiò tutti i Veda ed all'età di ventiquattro anni tornò a casa, superbo, fiero della sua erudizione.
Suo padre gli disse: Svetaketu, mio caro, tu sei ora superbo, fiero della tua erudizione. Ma hai mai chiesto di ricevere quell'insegnamento che permette di udire l'inudito, di pensare l'impensato, di comprendere ciò che non può essere compreso?»
«Com'è, signore, questo insegnamento?»
«Mio caro, è come se da un pezzo d'argilla si conoscesse tutto ciò che è fatto d'argilla, restando tutte le diverse modificazioni null’altro che distinzioni di nome e di linguaggio riguardanti una sola realtà, l’argilla; è come se in un ornamento di rame potessi riconoscere tutto ciò che è fatto di rame; e come se in un coltellino per unghie potessi riconoscere tutto ciò che è fatto di ferro (la distinzione è uramente verbale, è solo un nome, la realtà è `ferro') così, mio caro, è questo insegnamento.»
«Certamente i miei onorati maestri non sapevano questo; se infatti l'avessero saputo, perché mai non me lo avrebbero insegnato? Ma ti prego,signore, insegnamelo tu.»
«Così sia, mio caro.
All'inizio, mio caro, questo mondo era solo Essere, l'uno, senza un secondo. Alcuni dicono: `All'inizio questo mondo era solo Non Essere, dal Non Essere fu prodotto l'Essere'.
Ma in verità, mio caro, come potrebbe essere ciò? Come può il Non Essere produrre l'Essere? No, all'inizio questo mondo era solo Essere, l'uno,senza un secondo.
Come le api raccolgono il nettare di diverse piante e lo trasformano inmiele, unificandone l'essenza, cosicché non è più possibile distinguere, “iosono il nettare di questa pianta, io sono il nettare di quella pianta”, così, mio caro, tutte le creature senza saperlo ritornano all'Essere.
Qualsiasi cosa siano qui sulla terra, tigre, o leone, o lupo, o cinghiale, o verme, o mosca, o tafano, o zanzara, esse sono ciò.
Qualunque sia questa essenza sottile, tutto l’universo è costituito di Essa, Essa è la vera realtà, Essa è il Se, e tu sei quello (Tat Vam Asi) oSvetaketu.»
«Continua il tuo insegnamento o venerabile.»
«Così sia, mio caro.
Come i fiumi che scorrono verso oriente o verso occidente tutti provengono dall'oceano e all'oceano ritornano, divenendo l'oceano stesso,dove non è più possibile distinguere, `io sono questo fiume', ‘io sono quelfiume', così, mio caro, tutte le creature senza saperlo provengono dall'Essere. Qualsiasi cosa siano qui sulla terra, tigre, o leone, o lupo, o cinghiale, o verme, o mosca, o tafano, o zanzara, esse sono ciò.
Qualunque sia questa essenza sottile, tutto l’universo è costituito di Essa, Essa è la vera realtà, Essa è il Se, e tu sei quello o Svetaketu.»
«Continua il tuo insegnamento o venerabile.»
«Così sia, mio caro.
Se questo grande albero viene ferito alla radice, esso soffre, ma continua a vivere. Se viene ferito nel tronco, esso soffre, ma continua a vivere. Se viene ferito nella chioma, esso soffre, ma continua a vivere. Pervaso dal Sé, continua a ergersi, gioiosamente bevendo gli umori della terra.
Ma se la vita abbandona un ramo, questo si secca. Se ne abbandona unsecondo, questo si secca. Se ne abbandona un terzo, questo si secca. Se abbandona tutto l'albero, tutto l'albero si secca.
Analogamente, mio caro, quando la vita lascia questo corpo, esso muore.
Ma la vita non muore.
Qualunque sia questa vita, questa essenza sottile, tutto l’universo è costituito di Essa, Essa è la vera realtà, Essa è il Se, e tu sei quello o Svetaketu »
«Continua il tuo insegnamento o venerabile.»
«Così sia, mio caro.
Portami un frutto di nyagrod ha.» «Eccolo, signore.» «Dividilo.»
«Ecco fatto, signore.» «Che cosa vedi?» «Questi piccoli semi, signore.»
«Dividine uno, per favore.» «Ecco fatto, signore.» «Che cosa vedi?»
«Niente, signore.»
«In verità, mio caro, da questa essenza così fine che tu non puoi percepirla sorge questo immenso albero di nyagrodha.
Qualunque sia questa essenza sottile, tutto l’universo è costituito di Essa,Essa è la vera realtà, Essa è il Se, e tu sei quello o Svetaketu.»
«Continua il tuo insegnamento o venerabile.»
«Così sia, mio caro.
Metti questo sale nell'acqua e domattina torna da me.» Egli fece così. E suo padre gli disse:
«Quel sale che ieri sera hai messo nell'acqua, per favore, riprendilo».
Svetaketu cercò il sale nell'acqua, ma non lo trovò, perché era completamente disciolto.
Bevi un sorso d'acqua da questa estremità. Com'è?» «Salata.» «Bevi un sorso d'acqua dal mezzo. Com'è?» «Salata.» «Bevi un sorso d'acqua dall'altra estremità. Com'è?»
«Salata. E dappertutto uguale.» E suo padre gli disse: «C'è qualcosa qui, c’è un’essenza che non puoi percepire, eppure c'è, in verità.
Qualunque sia questa essenza sottile, tutto l’universo è costituito di Essa, Essa è la vera realtà, Essa è il Se, e tu sei quello o Svetaketu.»
«Continua il tuo insegnamento o venerabile.»
«Così sia, mio caro.
Una persona portata via dal paese di Gandhàra con gli occhi bendati e abbandonata in un luogo deserto può errare casualmente verso oriente,
verso il settentrione o verso il meridione, poiché è stata portata via con gli occhi bendati ed è stata abbandonata con gli occhi bendati. Ma sequalcuno gli toglie la benda e gli dice: `Gandhàra è in quelladirezione, va' in quella direzione!', allora, se è una persona sensata,può, chiedendo di villaggio in villaggio, ritornare a casa a Gandhàra.
Così su questa terra colui che ha un maestro sa che `dovrà continuare finché non avrò raggiunto l’Essenza, la liberazione, ma poi arriverà a casa'.
Qualunque sia questa essenza sottile, tutto l’universo è costituito di Essa,Essa è la vera realtà, Essa è il tuo vero Se, Essa sei tu o Svetaketu.»
Allora egli comprese.
Sì,
Egli comprese.


Buona serata a tutti
Pier
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Spirit

Italy
Messaggi 152

Spedito - 20/10/2009 :  22:17:49  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo
Infatti Pier mi riferivo appunto a lui! Copio e incollo un inno molto bello, esposto in modo profondo ed esauriente dove la sua saggezza sgorga in ogni strofa:

INNO DI AKENATHON


I
Tu ti ergi glorioso ai bordi del cielo, o vivente Aton !
Tu da cui nacque ogni vita.
Quando brillavi dall'orizzonte a est
riempivi ogni terra della tua bellezza
sei bello, grande, scintillante,
Viaggi al di sopra delle terre che hai creato,
abbracciandole nei tuoi raggi,
tenendole strette per il tuo amato figlio (Akhenaton).
Anche se sei lontano, i tuoi raggi sono sulla Terra;
Anche se riempi gli occhi degli uomini, le tue impronte non si vedono.

II
Quando sprofondi oltre il confine occidentale dei cieli
la terra è oscurata come se fosse arrivata la morte;
allora gli uomini dormono nelle loro stanze,
il capo coperto, incapaci di vedersi tra loro;
vengono loro sottratti i tesori da sotto la testa
e non lo sanno.
Ogni leone esce dalla sua tana,
tutti i serpenti emergono e mordono.
Il buio è totale e la terra silente:
Colui che li ha creati riposa nell'orizzonte.

III
La terra si illumina quando sorgi
Con il tuo disco scintillante di giorno.
Davanti ai tuoi raggi l'oscurità viene messa in fuga
il popolo delle Due Terre celebra il giorno,
tu lo svegli e lo metti in piedi,
loro si lavano e si vestono,
Sollevano le braccia lodando il tuo apparire,
poi su tutta la terra cominciano il loro lavoro.

IV
Le bestie brucano tranquille,
gli alberi e le piante verdeggiano,
gli uccelli lasciano i loro nidi
e sollevano le ali lodandoti.
Tutti gli animali saltellano sulle zampe
tutti gli essere alati volano e si posano di nuovo
tornano alla vita quando tu sorgi.

V
Le navi salpano su e giù per il fiume.
Alla tua venuta si aprono tutte le strade.
Di fronte al tuo volto i pesci saltano nel fiume.
I tuoi raggi raggiungono l'oceano verde.
Tu sei colui che mette il seme maschile nella donna,
tu sei colui che crea il seme nell'uomo,
tu sei colui che risveglia il figlio nel ventre della madre,
accarezzandolo perché non pianga.
Anche nell'utero sei la sua balia.
Tu dai respiro a tutta la tua creazione,
aprendo la bocca del neonato,
e dandogli nutrimento.

VI
Quando il pulcino cinguetta nell'uovo
gli dai il respiro perché possa vivere.
Tu porti il suo corpo a maturazione
in modo che possa rompere il guscio.
E così quando lo rompe corre sulle sue zampette,
annunciando la sua creazione.

VII
Quante sono le tue opere!
Esse sono misteriose agli occhi degli uomini.
O unico, incomparabile dio onnipotente,
tu hai creato la terra in solitudine
come desidera il tuo cuore,
gli uomini tu hai creato, e le bestie grandi e piccole,
tutto ciò che è sulla terra,
e tutto ciò che cammina,
tutto ciò che fende l'aria suprema,
tu hai creato strani paesi, Khor e Kush
e anche la terra d'Egitto,
tu metti ogni uomo al posto giusto
con cibo e possedimenti
e giorni che sono contati.
Gli uomini parlano molte lingue,
sono diversi nel corpo e nella pelle,
perchè tu hai distinto popolo da popolo.

VIII
Negli Inferi tu fai sì che il Nilo straripi,
conducendolo a tuo piacimento a portare vita agli egizi.
Anche se tu sei signore di tutti loro, signore delle loro terre,
ti affatichi per loro, brilli per loro,
di giorno sei il disco solare, grande nella tua maestà,
anche alle terre lontane hai portato la vita,
stabilendo per loro un'inondazione del Nilo nei cieli,
che cade come le onde del mare
bagnando i campi su cui abitano.
Quanto eccelse sono le tue vie, o Signore dell'eternità!
Hai stabilito un Nilo nei cieli per i forestieri.
Per il bestiame che cammina ogni terra,
ma per l'Egitto il Nilo sgorga dall'aldilà.
I tuoi raggi nutrono campi e giardini.
E' per te che vivono

IX
Tu fai le stagioni per il bene delle tue creature,
l'inverno per rinfrescarle, l'estate perchè
possano gustare il tuo calore.
Hai creato cieli lontani in cui tu possa risplendere.
Il tuo disco nella tua solitudine veglia su tutto ciò che tu hai fatto
apparendo nella sua gloria e brillando vicino e lontano.
Dalla tua unicità dai corpo a milioni di forme
città e villaggi, campi, strade e il fiume.
Tutti gli occhi ti osservano, lucente disco del sole.

X
Non c'è nessuno altro che ti conosca tranne Akhenaton,
tuo figlio.
Gli hai dato comprensione dei tuoi intenti.
Lui capisce il tuo potere.
Tutte le creature del mondo sono nelle tue mani,
proprio come tu le hai fatte.
Con il tuo sorgere, esse vivono.
Con il tuo tramontare, esse muoiono.
Tu stesso sei la durata della vita. Gli uomini vivono attraverso di te.
I loro occhi ricolmi di bellezza fino all'ora del tuo tramonto.
Ogni fatica viene messa da parte quando tu sprofondi a ovest.

XI
Tu hai stabilito il mondo per tuo figlio,
lui che è nato dal tuo corpo,
Re dell'Alto Egitto e del Basso Egitto,

che vive nella verità, Signore delle Due Terre,
Neferkhepure, Wanre
il Figlio di Re,

che vive nella verità, Signore dei Diademi,
Akhenaton grande nella lunghezza dei suoi giorni.
E per la Nobile Moglie del Re
lei che lui ama,
per la Signora delle Due Terre, Nefernefruate-Nefertiti,
possa lei vivere e fiorire per l'eternità.

Buona serata, Domenico
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erm72

Messaggi 125

Spedito - 21/10/2009 :  07:47:42  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo
Citazione:
Originariamente inviato da Taoista

Ma im realtà non è mai esistita una religgione politeista agli occhi degli iniziati
Ed è considerata Politeista una religione che è praticata dal popolo reso ignorante
Tutte le religioni parlano di un unico Dio e le varie divinità in quella greca ed egizia altro non sono che diversi aspetti di una divinità incomprensibbile come dei contenitori per meglio comprendere le diverse energie emanate da un unico sole

Sono d'accordo. Le religioni dualistiche, tuttavia, siano esse politeiste o meno, sono comunque necessarie in quanto esse costituiscono il primo approccio dell'uomo con Dio (un approccio in cui l'uomo riconosce l'esistenza di un'entità superiore).
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erm72

Messaggi 125

Spedito - 21/10/2009 :  08:07:13  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo
X Pier
Molto bello l'ultimo scritto di Patanjali da te riportato.
L'erudizione, di per sè, non vuol dire niente.
Non dobbiamo tuttavia sottovalutare lo Jnana Yoga (ossia Yoga della conoscenza).
Conoscenza intesa non come accumulare nozioni a livello mnemonico, ma bensì come mettere in pratica e sperimentare le nozioni di cui si viene a conoscenza. Viverle, assimilarle, far sì che esse diventino parte integrante del proprio modo di vivere e, soprattutto, comprendere che esse già fanno parte di noi.
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valdayas

Messaggi 21018

Spedito - 22/05/2018 :  13:39:07  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo
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