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 La Via di Paramahansa Yogananda
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Furio

Messaggi 298

Spedito - 24/12/2007 :  14:52:48  Mostra profilo  Visita l'homepage di Furio  Rispondi allegando il testo
Salve a tutti,

Vi informo che - probabilmente - tra gennaio e febbraio potrete scaricare gratuitamente da www.angelfire.com/yt/KRIYAYOGA/facile2.html la traduzione in italiano del testo di Shankara "Atmabodha" (La conoscenza del Sé), commentato da Roy Eugene Davis.

Il testo originale di Shankara è da considerarsi come una delle opere più importanti pubblicate sul monismo; Paramahansa Yogananda definì Shankara come "La più grande mente che abbia mai dimorato in un essere umano". Si afferma anche che Shankara fosse stato iniziato da Babaji.

Vi pubblico qui sul forum uno stralcio dei primi versi dell'opera che, ripeto, potrete scaricare tra un mese o due.

Grazie per l'attenzione

Furio


La conoscenza del Sé


1 - Sto componendo questo trattato sulla conoscenza del Sé per soddisfare il bisogno di chi si è purificato attraverso la pratica delle discipline spirituali, chi ha il cuore in pace, è libero da brame (egoiste) e desidera la liberazione.


Trattato è un termine preciso e appropriato, utilizzato in relazione a questo eccezionale libro di istruzione. Si tratta, infatti, di un’esposizione formale e metodica dei principi che conducono alla conoscenza del Sé, o anima. La conoscenza del Sé (o “Realizzazione del Sé”) è la ragione delle nostre pratiche spirituali. Si insegna che l’anima sia un’individualizzazione della Pura Coscienza, mentre la conoscenza del Sé è la consapevolezza chiara della verità sulla nostra natura essenziale. Non dobbiamo pensare di acquisire la realizzazione, ma di risvegliarci ad essa. Non dobbiamo pensare di sviluppare uno stato di coscienza dell’anima o di costruirlo, ma di eliminare la materia oscurante che impedisce il riconoscimento naturale e spontaneo della verità. Shankara dichiara nel suo primo verso di non scrivere per chi non ha ancora avuto l’impulso verso la realizzazione, ma per “chi è stato già purificato attraverso la pratica delle discipline spirituali, ha il cuore in pace, è libero da brame egoiste e desidera la liberazione”. Ci si sta riferendo, quindi, a chi è maturo per l’esperienza dell’illuminazione .

Secondo i grandi maestri, sei tesori costituiscono il fondamento etico di una vita realmente spirituale. La loro pratica prepara le facoltà interiori per la coltivazione della conoscenza superiore. Essi sono:

- Calma della mente e dell’essere.
- Autocontrollo e disciplina dei sensi.
- Contentezza, quale risultato dell’essere centrati interiormente.
- Pazienza, indipendentemente da ciò che succede.
- Giusta contemplazione della natura della Realtà.
- Fede pura nei processi della vita, quando si è compreso la natura della vita stessa.

I maestri ci consigliano, in aggiunta, di utilizzare le nostre capacità di discriminazione, essere liberi da attaccamenti e desiderare ardentemente la liberazione della coscienza. Se siamo veri verso noi stessi e, quindi, verso la vita, realizzeremo l’obiettivo nel modo più efficiente. La disciplina per i nostri scopi consiste nel sincronizzare pensieri, sentimenti e azioni intelligenti in modo da poter avere successo nelle nostre imprese con lo spreco minimo di tempo ed energia. Se non si è sinceri sul percorso e totalmente dedicati all’ideale di sperimentare la realizzazione più alta, i tentativi casuali sono praticamente inutili. Nessun vero guru sprecherà tempo prezioso con una persona non ancora dedicata in modo completo (a risvegliarsi N.d.T.) all’esperienza dell’illuminazione.

2 - Come il fuoco (calore) è la causa diretta della cottura, così la conoscenza – e nessun’altra forma di disciplina – è la causa diretta della liberazione, poiché la stessa non si può raggiungere senza conoscenza.

Se il proprio obiettivo consiste nel cuocere del cibo, bisogna utilizzare il calore o qualcosa che culmini nel processo della cottura. Nonostante siano state menzionate altre discipline, riceviamo in quest’occasione un’informazione diretta: “Non si può ottenere la liberazione senza conoscenza” dove, con quest’ultimo termine, si intende la comprensione piena della natura dei processi della vita. I saggi parlano spesso di conoscenza superiore e inferiore, intendendo con la prima la comprensione delle cause sottili alle spalle degli effetti esteriori e con la seconda la comprensione degli accadimenti nei mondi relativi. Semplicemente sperimentare non significa conoscere. Si può assaggiare il cibo, infatti, senza conoscerne l’essenza; si può guidare un’automobile, senza conoscere come sia stata prodotta o come funzioni. Ci si può anche sentire in sintonia con la vita, ma senza sapere realmente la vita stessa cosa sia.

La conoscenza è il risultato dell’utilizzo corretto della facoltà dell’intelligenza, ossia la capacità di discriminare la differenza tra ciò che è vero sull’oggetto sotto analisi, rispetto a ciò che semplicemente si presume esserlo. La facoltà intuitiva è anche utile, perché è la via dell’anima per “conoscere attraverso la conoscenza”. Non devono esserci “ragioni” per supportare questa conoscenza. La percezione intuitiva, infatti, è sempre accurata e non è come assunzioni vaghe o conclusioni di convenienza alle quali a volte si arriva per soddisfare bisogni emotivi. Il punto più importante qui espresso consiste nello spiegare che le discipline, benché siano utili per chiarire mente ed emozioni e per insegnare ad utilizzare in modo corretto le abilità che si hanno, non sono la causa dell’illuminazione.

L’illuminazione è il culmine del risveglio alla realizzazione della verità sulla vita. Da questo punto in avanti la conoscenza è automatica e la liberazione è spontanea.

3 - Le azioni non possono distruggere l’ignoranza, poiché non sono in conflitto con essa. Solo la conoscenza la distrugge, come la luce distrugge l’oscurità profonda.

Il termine ignoranza, utilizzato in questo contesto, non significa mancanza di educazione scolastica, ma fa riferimento alla (normale N.d.T.) presunzione che il mondo sia reale in se stesso, invece di essere una manifestazione dell’Unica Vita. Fintanto che si continua ad operare dal livello di comprensione che vede il mondo come un fenomeno meccanico di infinite combinazioni, nel quale ogni persona non è altro che un corpo che si muove attraverso il tempo e lo spazio, qualsiasi azione che si compie relativa all’esperienza dell’illuminazione finale è destinata a fallire. Chi opera partendo da una comprensione della causazione e pensa “Io sono colui che fa”, sta ingannando se stesso. E’ solo spostandosi nel livello trascendente di consapevolezza che si può vedere chiaramente e avere comprensione perfetta.

4 - La Coscienza Suprema appare finita solo a causa dell’ignoranza. Quando si distrugge quest’ultima, la Coscienza Suprema che non ammette nessuna molteplicità rivela se stessa attraverso se stessa, come fa il sole quando scompaiono le nubi.

Quando si è illusi e non si comprende chiaramente la natura della Vita, dalle espressioni sottili a quelle grossolane, si osserva – e si crede reale – solo l’aspetto finito della creazione. Quando si trascendono i concetti mentali attraverso la discriminazione e la pratica intuitiva della meditazione, si percepisce direttamente la verità e la Coscienza Suprema “rivela se stessa attraverso se stessa”. La Coscienza risplende in se stessa e non richiede nulla di esterno ad essa. E’ “la luce che illumina ogni uomo” che viene nel mondo. Questa essenza (l’anima o il Sé) è definita “il Cristo immanente” dai credenti cristiani.

5 - Attraverso la pratica costante, la conoscenza purifica l’anima incarnata, macchiata dall’ignoranza, per poi scomparire nello stesso modo in cui un agente purificante scompare dopo aver depurato l’acqua.

L’anima, ovviamente, non ha bisogno di essere purificata. Ciò che si afferma in questo verso è che le “coperture” dell’anima (guaine) si purificano quando si rimane stabilizzati nella realizzazione del Sé. Nei primi stadi di realizzazione c’è sempre una traccia rimanente di illusione. Questa traccia fa sì che chi realizza intuitivamente la verità sulla Vita sia ancora convinto di stare realizzando qualcosa, ossia ragiona in questo modo: “Non sono la conoscenza stessa, ma sto ancora percependo la verità sulla vita”. Le energie che fluiscono dall’Origine trascendente si infiltrano nel piano mentale e nel sistema nervoso, culminando nella purificazione. Alla fine, la coscienza della Conoscenza scompare e rimane solo l’Esistenza Trascendente. Essa semplicemente è; non gode il suo essere, poiché sarebbe ancora una prova di dualità che richiamerebbe ulteriore purificazione.

6 - Il mondo, pieno di attaccamenti e repulsioni, e tutto il resto sono come sogni: appaiono reali fintanto che si è ignoranti, ma diventano irreali quando si è svegli.

Questa è una spiegazione classica. I sogni sono comuni a tutti e si possono capire in questo contesto. I sogni che facciamo sono prodotti totalmente dai nostri processi mentali. E’ stato anche affermato che i sogni siano “ricordi” che diventano attivi (durante il sonno n.d.t.) e che sono influenzati da impressioni e bisogni subcoscienti. A volte i sogni sono creativi, ma il materiale del sogno è sempre prodotto dalla mente. I mistici insegnano che la persona comune vive come in un sogno, anche se è sveglia riguardo al mondo dei sensi. Essa non vede chiaramente, poiché non utilizza in modo corretto le sue facoltà dell’intelletto e “proietta” o presume, invece di arrivare alla verità. Essa è anche alla mercé di tendenze ereditate, prime impressioni , condizioni ambientali e influenze del gruppo sociale di appartenenza. Poiché non è ancorata nel Sé, tende ad attaccarsi alle cose o a respingerle, e per questa ragione rimane intrappolata nel processo apparentemente infinito della natura. Flusso e riflusso dell’energia, definizione e raggiungimento degli obiettivi e interconnessione tra le forme di vita sono tutte cose naturali del piano relativo di esistenza. Il termine sanscrito per la definizione di questo fenomeno è samsara e la sua tendenza naturale è di “continuare”. Fintanto che si è identificati con questa tendenza, si può essere certi di continuare nell’esperienza “sonno-veglia”, ma non appena ci si risveglia alla verità della Vita e si vedono con chiarezza tutti i come e i perché, il mondo relativo cessa di essere reale (ossia non ha più supporto indipendente).

7 - Il mondo appare reale fintanto che non si conosce la Coscienza non duale che è la base di ogni cosa. E’ come ogni altra illusione, senza sostanza propria.

La Coscienza non duale è il supporto reale dell’universo fenomenico. Quando arriviamo alla conclusione che l’universo è senza supporto e vediamo solamente le diverse espressioni della natura relativa, perdiamo il punto (traiamo una conclusione errata). Osservando un oggetto inanimato nell’oscurità, per esempio, possiamo scambiarlo per qualcos’altro. Se pensiamo che questo oggetto sia qualcosa di pericoloso per il nostro benessere, possiamo reagire emotivamente, anche se non esiste nessun pericolo reale. Il mio guru, Paramahansa Yogananda, soleva dire: “L’universo è il sogno di Dio; sta succedendo tutto nella Sua mente”. Dal punto di vista della mente di Dio, possiamo vedere che l’universo, apparentemente così ovvio alle percezioni dei sensi, è realmente un sogno. Per questa ragione la Coscienza suprema è causa originale e unico supporto dell’universo. Quando realizzeremo questo concetto, l’universo non svanirà dalle nostre vite, ma lo vedremo in una luce nuova e differente e non sarà più lo spaventoso – o incompreso – fluire costante di accadimenti che, fino a quel momento, avevamo pensato potesse essere. Sarà, infatti, Coscienza suprema che appare come mondo. La Coscienza suprema, attraverso il processo della modificazione di se stessa, si estende nella forma degli universi e di ciò che li abita. Gli universi, quindi, sono il risultato del gioco della coscienza.

8 - Tutte le diverse forme esistono nell’immaginazione del percettore, poiché il substrato (principio supportante) è la Coscienza eterna e onnipervadente (in manifestazione parziale), la cui natura è Esistenza e intelligenza. Nomi e forme sono come anelli e bracciali; la Coscienza è come l’oro di cui gli stessi sono fatti.

Affermare che “le diverse forme esistono nell’immaginazione del percettore” significa che i nomi (etichette) da noi attribuiti alle diverse forme sono appunto nostri e non appartengono alle forme stesse. Indipendentemente da come abbiamo chiamato qualcosa, siamo stati noi ad assegnarle quel nome, poiché quella stessa cosa è una manifestazione di Coscienza nella sua forma temporanea e relativa. La Pura Coscienza è senza caratteristiche e attributi, ma quando la stessa si muove nella direzione della manifestazione esteriore li assume. L’Esistenza è sempre; l’intelligenza è l’aspetto della Coscienza che dirige il processo universale. Ci si riferisce ad un oggetto d’oro utilizzato come ornamento, anello, bracciale o qualsiasi altra cosa che lo può meglio definire; i nomi li assegniamo noi, l’oggetto rimane sempre ciò che è, ossia oro.

9 - Lo spazio onnipervadente sembra variare secondo le sue associazioni con le varie forme (mentali, elettriche e magnetiche) differenti una dall’altra, eppure rimane puro dopo la distruzione delle qualità che le producono. Nello stesso modo, il Signore onnipresente (Coscienza, in quanto potere creativo manifestante) appare essere diverso secondo le sue associazioni con le diverse qualità che producono le forme, rimanendo puro e Uno dopo la dissoluzione delle stesse qualità.

Possiamo esaminare questo verso almeno a due livelli diversi di comprensione. Lo spazio è interrotto (nella nostra visione) dagli oggetti esistenti nello stesso spazio che si percepisce. Eppure, se rimuovessimo gli oggetti, lo spazio rimarrebbe. Lo spazio non è la distanza, ma ciò in cui esistono le cose e avvengono gli accadimenti. La distanza è la misurazione tra due punti nello spazio. Lo spazio è il piano dove esistono gli universi e il senso del tempo è dovuto al cambiamento della nostra prospettiva. Ad alcuni il tempo sembra fluire e abbiamo passato, presente e futuro. Tempo, spazio, particelle di luce ed energia costituiscono la sostanza di base che esprime le dimensioni manifeste. Maya è il termine sanscrito che definisce questa sostanza di base che è una modificazione della Coscienza. Maya non è un’illusione, ma il fatto di considerarla reale (ossia con esistenza indipendente) costituisce il senso di illusione. Quando maya si dissolve, la Coscienza rimane. Questo è il secondo livello di comprensione e lo si realizza con chiarezza quando si conosce con esperienza il livello trascendente della Coscienza. Anche prima che la realizzazione sia nostra, possiamo utilizzare intelligenza e capacità di discernimento per ricordare la vera natura del processo della Vita.

10 - A causa della sua associazione con diversi attributi e qualità limitanti, idee come differenze (tra le persone), colore della pelle e posizione sociale sono sovrimposte alla Coscienza suprema nello stesso modo in cui si attribuiscono all’acqua sapore, colore e sostanza.

Durante la meditazione profonda e quando siamo attivi nel mondo, rimanendo coscienti dell’anima, siamo sopra le faccende mondane che riguardano le altre persone e i loro rispettivi colori della pelle, personalità e posizioni sociali. Sappiamo che tutte le persone sono anime che si esprimono attraverso menti e corpi e che questi ultimi sono condizionati. La parte esteriore è condizionata, quella interiore è la stessa in ogni essere umano. Una delle caratteristiche di un santo, si afferma, è che lo stesso vede ogni uomo come espressione della Coscienza e, pertanto, dà a tutti lo stesso tipo di rispetto. Con la comprensione possiamo vedere che tutti hanno un posto nello schema cosmico e che ciò di cui si ha bisogno consiste nell’incoraggiare le persone a trovare il loro giusto posto e a compiere il loro destino in armonia con il tutto. La società, come la natura, è un continuum, ossia una serie di parti connesse. Salute e benessere dell’organismo “totale” dipendono da quelle di ogni singolo individuo .

11 - Il corpo fisico, ossia il mezzo attraverso il quale il corpo sperimenta dolore e piacere, è determinato dalle azioni passate e formato dai cinque grandi elementi sottili che diventano materia grossolana, quando mezza porzione di un elemento sottile si unisce ad un ottavo delle altre quattro.

I saggi insegnano che il corpo non è solo l’effetto dell’unione dei genitori, poiché anche il desiderio dell’anima di espressione fisica ha la sua influenza. Questo desiderio è dovuto al bisogno o alla brama di esperienza sensoriale. Il bisogno è dovuto all’accumulo di impressioni subconscie (modelli karmici) che forniscono l’impulso motivazionale. Gli elementi sottili, cinque in numero, all’inizio sono puri e non sono coinvolti nella manifestazione. Essi sono in forma rudimentale. Quando si mescolano, in ogni caso, gli elementi più grossolani e l’espressione con - e nella forma del – la natura diventa possibile. Si afferma che il primo elemento sia l’etere; il background dello spazio. A causa della mescolanza tra la Coscienza e le sue modificazioni, l’etere diventa maya. Dall’etere si evolve l’aria, dall’aria il fuoco, dal fuoco l’acqua e da quest’ultima la terra. Trasmessi agli elementi dalla “Grande Anima” nel momento del flusso esteriore iniziale, ci sono tre attributi elettrici che permeano tutta la creazione: Sattva, Rajas e Tamas. Questi termini significano semplicemente: attributo che eleva e purifica (Sattva), corrente o attributo che neutralizza (Rajas), gravità, inerzia o pesantezza (Tamas). Il primo e l’ultimo si relazionano alle polarità positive e negative, mentre l’attributo di mezzo è la corrente che fluisce tra esse che culmina nell’equilibrio. Gli elementi sottili sono intonsi, quindi si mescolano, culminando nel composto grossolano. La combinazione degli elementi sottili in proporzioni specifiche culmina nella produzione degli elementi grossolani. Il verso indica che ogni elemento grossolano consiste in mezza porzione della sua controparte sottile e in un ottavo dei quattro elementi sottili rimanenti. Per esempio: metà etere sottile e 4 x 1/8 (ammontanti ad un totale di ½) degli elementi sottili rimanenti culminano nell’apparizione dell’etere grossolano . Metà aria sottile e 4 x 1/8 degli elementi sottili rimanenti formano l’aria grossolana e così via.

Il testo completo sarà, come già detto. disponibile più avanti

Modificato da - Furio on 24/12/2007 14:56:04

Furio

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Spedito - 04/01/2008 :  22:09:10  Mostra profilo  Visita l'homepage di Furio  Rispondi allegando il testo
Il testo è disponibile da ieri sul sito.

Cordialità

Furio

Modificato da - Furio on 04/01/2008 22:09:27
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