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 La Via di Paramahansa Yogananda
 La libertà dell’uomo
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Davide

Italy
Messaggi 57

Spedito - 13/10/2007 :  21:46:42  Mostra profilo  Visita l'homepage di Davide  Rispondi allegando il testo
Salve a tutti, vorrei porvi una questione sulla quale mi trovo spesso a ragionare: la libertà dell’uomo.
In particolare vorrei riflettere su due diversi punti, o meglio estratti, del libro “Autobiografia di uno Yogi” che espongono, a mio modesto parere, due modi diversi di interpretare la nostra esistenza.
Il primo estratto si trova al capitolo XXI pag. 190, e dice: “Assaggiai una fragola, ma in tutta fretta la sputai. “Signore, che frutto aspro! Le fragole non potranno mai piacermi!”. Il mio Guru rise. “Oh si che ti piaceranno! Ma in America, quando la tua ospite te le offrirà condite con zucchero e panna. Dopo averle schiacciate con la forchetta, te le farà assaggiare e tu esclamerai: -Che fragole deliziose- E allora rammenterai questo giorno a Simla!”.
La predizione di Sri Yukteswar svanì dalla mia mente; ma si riaffacciò molti anni dopo al mio primo arrivo in America. Ero a pranzo dalla signora T. Hasey a West Somerville nel Massachusetts.
Quando furono portate in tavola le fragole, la signora prese la forchetta e schiacciò le mie aggiungendovi zucchero e panna. “Le fragole sono piuttosto aspre. Credo che vi piaceranno preparate così”, mi disse.
Ne assaggiai. “Che fragole deliziose!” esclamai. E ad un tratto la predizione di Sri Yukteswar sorse di nuovo dai meandri della memoria. Fui impressionato nel rendermi conto che tanto tempo prima la mente di Sri Yukteswar, intonata a Dio, aveva sensibilmente captato il programma degli eventi karmici che vagavano nell’etere del futuro”.

Secondo questo esempio la vita dell’uomo sarebbe predeterminata in ogni più piccolo dettaglio.
Il secondo estratto si trova a pag. 163, in esso Sri Yukteswar dice: “Quando più è profonda l’autorealizzazione di un uomo, tanto più egli influisce su tutto l’universo mediante le sue sottili vibrazioni spirituali, e tanto meno subisce egli stesso l’influenza del flusso fenomenico”.
Questo secondo estratto fa riferimento alla parte del libro in cui Yogananda afferma che la sua incrollabile fede, e la sua brama di dedicare l’intera vita a Dio, gli avrebbero permesso di sfuggire al suo karma, come egli stesso afferma: “I semi del passato karma non possono germogliare se vengono bruciati nel fuoco divino della saggezza”.
Questo secondo estratto implica, a parer mio, una maggiore libertà dell’uomo nei confronti del proprio futuro, ponendosi così in antitesi col primo.
Come dovremmo considerarci quindi? Come delle pedine mosse da terzi sulla scacchiera del mondo, oggetto della propria vita e non soggetto? (come diceva Schopenhauer)
Oppure come entità che conservano la libertà d’azione, seppur all’interno di generici schemi che sembrano porsi in essere già al momento della nostra nascita?
Grazie per l’attenzione.

mccoy

Messaggi 30

Spedito - 14/10/2007 :  23:34:24  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo
Citazione:
Oppure come entità che conservano la libertà d’azione, seppur all’interno di generici schemi che sembrano porsi in essere già al momento della nostra nascita?


Questa mi sembra decisamente la risposta giusta.
Il nostro karma ci condiziona pesantemente, ma è nostra facoltà superarlo (pensa a quante occasioni abbiamo giornalmente di esercitare il nostro libero arbitrio nei più piccoli detagli: mangiare il necessario, non adirarci, meditare con concentrazione, praticare la presenza di Dio e dei Guru, ecc. ecc.). Il nostro karma ci rende più o meno facile eseguire tali azioni, ma è innegabile che, se applichiamo continuamente forza di volontà al proposito, possiamo superare i vari ostacoli verso l'evoluzione spirituale. Inoltre i continui tentativi di superare alcuni difetti, anche se falliti, costruiscono una riserva di karma positivo che ad un certo punto supera la soglia del karma negativo e ci fa superare l'abitudine indesiderata.
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Davide

Italy
Messaggi 57

Spedito - 16/10/2007 :  18:33:42  Mostra profilo  Visita l'homepage di Davide  Rispondi allegando il testo
Grazie mccoy.
Capisco, ed in parte condivido quello che dici, ma come si possono spiegare dal tuo punto di vista delle previsioni così "sconcertantemente" precise come quelle riportate?
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mccoy

Messaggi 30

Spedito - 16/10/2007 :  21:03:16  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo
Davide,
purtroppo il mio punto di vista non è così evoluto da permettermi di comprendere e spiegare il meccanismo delle profezie. intuisco soltanto che, sintonizzandosi nella dimensione atemporale dello spirito Assoluto, passato, presente e futuro sono equivalenti.

Il dono della profezia è una delle Siddhi yogiche di cui parla Patanjali nel suo trattato e pertanto si tratta di un fenomeno già classificato e piuttosto "comune" nei grandi santi. Pensiamo a San Padre Pio, ad esempio.

Come si possa allo stesso tempo carpire un evento che sicuramente accadrà nel futuro (già presente pertanto nella atemporalità e aspazialità dello Spirito trascendente) e asserire che la persoan coinvolta nell'evento mantiene il libero arbitrio può rendere perplessi. Tuttavia le due cose non si contraddicono.

Il fatto che nella dimensione dello Spirito il futuro esista allo stesso tempo del presente non implica che, nella nostra dimensione vincolata a rigide leggi spazio-temporali, l'evento futuro influisca sulle decisioni del soggetto.

Bah, come filosofo non so se sono stato convincente.

Comunque l'argomento ha sicuramente un interesse teorico, mentre dal punto di vista pratico non mi sembra molto applicabile nel nostro sadhana.
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