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 La Via di Paramahansa Yogananda
 la via della vita
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pino

Italy
Messaggi 3

Spedito - 15/07/2007 :  18:53:30  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo
ho un dubbio. se l'uomo si attira l'esperienze che servono alla sua evoluzione la via giusta non è quella della cosa giusta in ogni circostanza? ho forse è troppo lenta come via da seguire? il mio problema è che ho preso il krja e le difficolta della vita sono aumentate enormemente

mikifoster

Canada
Messaggi 104

Spedito - 15/07/2007 :  22:42:30  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo
non funziona così. In base a scelte e modi di pensare l'uomo si attira esperienze e circostanze. Se riesce (se è ricettivo e intelligente), da queste può trarre insegnamenti utili per la sua evoluzione. Le difficoltà le avevi anche prima di essere iniziato, può essere che ora ne sei più consapevole di prima, perchè dirigi su di esse la tua attenzione, mentre prima non lo facevi.

Nella Svizzera italiana, quando si parla a qualcuno un pò stupidotto, per scherzo gli si dice: "beato te che non capisci un c...".

La morale della battuta è: meglio essere consapevoli delle difficoltà e seguire con intelligenza un sentiero spirituale, che sopportare passivamente le vicissitudini negative della vita in modo inconsapevole. Paradossalmente a volte si soffre di meno perché non ci si chiede il perché delle cose, ma significa realmente comportarsi come indica la battuta. Opinioni ovviamente.

In ogni caso sii consapevole che l'iniziazione al kriya (si scrive così) non ti ha portato nuove difficoltà, quelle - quando ci sono - sono create dalla tua mente. Sii consapevole anche che l'esecuzione delle tecniche del kriya, da sole, non risolveranno i problemi della tua vita. Kriya yoga significa "unione attraverso l'azione". Per azione si intende: crescita personale a livello psicologico ed emotivo, giusto vivere, giusta alimentazione, giusta meditazione e giusto equilibrio tra attività e ricreazione. Quando farai tutte queste cose la crescita spirituale inizierà a manifestarsi spontaneamente.

Ciao, in bocca al lupo

Modificato da - mikifoster on 15/07/2007 22:58:48
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pino

Italy
Messaggi 3

Spedito - 21/07/2007 :  15:39:15  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo
penso che hai ragione, però non si cresce solo quando si fa meditazione ; ogni cosa che succede è un'occasione di crescita se si reagisce in maniera giusta. Per esempio, si può crescere nell'amore tramite la meditazione oppure anche se qualcuno ti fa del male (o crede di farti del male perchè il sè non può essere ferito). Il maestro raccomandava ai suoi discepoli di fare meditazione ed il kriya e di portare la pace conseguita nella vita di tutti i giorni ma anche di seguire gli insegnamenti di Cristo nelle prove; poi diceva anche di coltivare il distacco. Ti ringrazio per avere risposto. Pace e gioia a tutti
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parmanand gri

Italy
Messaggi 305

Spedito - 16/08/2007 :  01:22:26  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo
quando ho letto il messaggio di Pino mi é venuto spontaneo pensare che la via di crescita spirituale non può escludere una maggiore esattezza e correttezza nella vita,ciò può fare crescere e molto le difficoltà nella vita ; poiché io ritengo che oggi la gente riesce a vivere perché é anche piuttosto scorretta dimenticando il dovere verso l'altro, ciò anche per ragioni di necessità, essendo questa società ben poco organizzata e tutto lasciato al "motu porprio" piuttosto che ad una intelligenza e volontà veramente mirate al sociale, ebbene, riprendo, può essere così naturale che volendo adeguarsi a vie estremamente etiche e di correttezza si trovino maggiori difficoltà e che si possa così ritenere che la crescita consista anche nel riuscire a superare eticamente queste difficoltà,ma credo ciò un errorre anche pericoloso mperchè rischia di inficiare vie buone, poi penso che Dio, il Divino, il Divino che é in noi é superiore a tutto ciò, per cui mai si dovrebbe confondere una via di crescita interiore con i fatti della vita , si fa quel che si può, meglio che si può, ma se è il caso ci si adegua, cercando anche di miglioare questa società. Sperò che tu mi possa avere capito.Amare non significa soccombere, anzi l'opposto, vivere non significa soffrire per la propria crescita , mettiamo dunque dei "paletti" e diamo dei valori priporitari alle cose di questa vita, ciò anche per non rischiare di inficiare una buona via di crescita interiore, un buon maestro, chi ha fatto reale esperienza di Dio sa quali sono i valori prioritari, io direi senza esitazione : la Luce Dvina, al sua conoscenza e interiorizzazione reale, non immaginaria , con lei la salute, la vita, la gioia, l'amore che sgorga dal nulla, da noi stessi, il sentirsi uno, non certo il denaro, carriera e successo per quanto cose piacevole e talvolta necessarie, badiamo cioé all'essenziale almeno fino a quando le nostre società saranno più umane.
Spero che tu possa capirmi e di avere colto il tuo problema
Buona estate
Federico



Federico (parmanand gri)
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ale

Italy
Messaggi 3

Spedito - 21/09/2007 :  17:21:15  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo
Volevo fare alcune considerazioni:
-innanzitutto che la vera gioia o beatitudine deve essere ininfluente dai condizionamenti esterni, essendo in pratica uno stato di coscienza illuminato.
-che, secondo quello che ha detto yogananda, il piano divino prevede l'uscita di scena in una solo vita
-che siamo provati solo nei termini delle nostre possibilità.
Per "morire a se stessi" bisogna mettere in gioco tutto, anche la vita se necessario e non porsi dei limiti. Lo so che questa visione può sembrare esagerata ma d'altronde la morte è un evento certo e la vita se non vissuta in contatto con Dio è costituita in massima parte da esperienze spiacevoli.
I buddisti fanno la contemplazione della morte, per potere avere sempre coscienza di questa realtà; naturalmente, questo rappresenta un primo passo per potere accedere ad una gioia più vera- dell'anima direbbe Yogananda-
ciao
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Mukunda

Messaggi 1006

Spedito - 21/09/2007 :  17:55:42  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo
Citazione:
-che, secondo quello che ha detto yogananda, il piano divino prevede l'uscita di scena in una solo vita


Spiega meglio cosa vuoi intendere.... scritto cosi' il concetto è errato.
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ale

Italy
Messaggi 3

Spedito - 22/09/2007 :  18:01:11  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo
"in una sola vita". Detto da Yogananda in uno dei 3 volumi del "Vangelo secondo Yogananda". Però, se dai a questa frase un'interpretazione diversa sono curioso di conoscerla. Per me, il maestro intendeva dire che con la venuta di Cristo questo è il piano di Dio per noi. Piano, che si può realizzare solo con la completa adesione al Vangelo. Ciao
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mccoy

Messaggi 30

Spedito - 22/09/2007 :  22:13:08  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo
A me sembra chiaro...

L'uscita di scena in una sola vita vuol dire che è possibile, con l'intensa meditazione e devozione e la grazia del Guru, ottenere la liberazione e uscire dalla scena terrestre senza più reincarnarsi. Con gli sforzi compiuti nell'arco di una vita.

Pongo in rilievo che i volumi che ale cita non sono una traduzione ufficiale SRF e pertanto qualche frase potrebbe non essere corretta. in poche parole, il traduttore potrebbe non essere stato in sintonia con Yogananda e avere scritto qualche strafalcione.

The Second Coming of Christ contiene i commenti ufficiali di Yogananda ai vangeli canonici (e anche cenni ai vangeli cosiddeti apocrifi, interessantissimi cenni, direi). Ogni considerazione, a mio paere, deve partire da questo testo. I 3 volumi citati da ale inoltre sono molto sintetici, mentre i volumi dell'SRF contengono i commentari integrali.
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Mukunda

Messaggi 1006

Spedito - 22/09/2007 :  23:32:08  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo
Citazione:
A me sembra chiaro...

L'uscita di scena in una sola vita vuol dire che è possibile, con l'intensa meditazione e devozione e la grazia del Guru, ottenere la liberazione e uscire dalla scena terrestre senza più reincarnarsi. Con gli sforzi compiuti nell'arco di una vita.

Pongo in rilievo che i volumi che ale cita non sono una traduzione ufficiale SRF e pertanto qualche frase potrebbe non essere corretta. in poche parole, il traduttore potrebbe non essere stato in sintonia con Yogananda e avere scritto qualche strafalcione.

The Second Coming of Christ contiene i commenti ufficiali di Yogananda ai vangeli canonici (e anche cenni ai vangeli cosiddeti apocrifi, interessantissimi cenni, direi). Ogni considerazione, a mio paere, deve partire da questo testo. I 3 volumi citati da ale inoltre sono molto sintetici, mentre i volumi dell'SRF contengono i commentari integrali.


Condivido la sua spiegazione.

Modificato da - Mukunda on 22/09/2007 23:32:35
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